Trieste, quel sogno incosciente a forma di cubo viola

Trieste, la rigenerazione urbana che ci piace!

Trieste, quel sogno incosciente a forma di cubo viola

Sette attori foresti in cerca di patria trovarono il nido in un’ex carrozzeria che ricorda un hangar. E ne fecero un teatro. In via Luigi Pecenco numero 10 un cubo viola richiama l’attenzione. «Signori e signori, alziamo il sipario lunedì con un’inaugurazione alle 21», urla a gran voce il gruppo che si sta lanciando in questa nuova avventura. Ebbene sì, in città apre un nuovo teatro che si chiamerà “Hangar teatri”. Semplicemente perché di primo acchito un amico l’ha definito così, poiché ricorda i magazzini dove vengono custoditi gli aerei. E così sia, dunque.

A dargli vita l’Associazione del Teatro degli Sterpi, attorno a cui gravitano il Cut, il Teatro Nomade e l’Associazione Arte Studio Danza. I sette moschettieri sono giovani. Ma non per forza. L’età media è sui 30 anni, oscilla tra i 25 per arrivare ai 50. I protagonisti sono Valentina Milan, Elena Delithanassis, Giuseppe Matellon, Ivo Huez, Sergio Pancaldi, Ilaria Santostefano e Kevin Bianco. Nessuno è triestino e nessuno ha mai frequentato un’accademia. Tutti amatori che vogliono diventare veri professionisti. Si sono scelti un posto in cima a via Cologna, ma sono attaccati all’Università, a viale XX Settembre e al Giardino pubblico. Sono giunti nel capoluogo giuliano per caso, per studiare, per la famiglia. Tutti con lo stesso sogno, covato non dall’infanzia ma in tempi più maturi.

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