Mass Migration Report

Migranti: Uli presenta il “Mass Migration Report”

Lo scorso 5 luglio presso l’Istituto San Gallicano in Trastevere (sala conferenze Benedetto XIII) si è tenuta la presentazione dei risultati del “Mass Migration Report” di ULI, L’Urban Land Institute.

 L’indagine, condotta dal capitolo europeo di Uli, ha studiato l’impatto delle migrazioni di massa sulle città europee, con la partecipazione di membri ULI di otto European National Councils: Gran Bretagna, Germania, Austria, Turchia, Olanda, Svezia, Italia e Grecia.

L’attuale movimento dei migranti in Europa ha notevoli impatti sia sulle città europee che sull’industria immobiliare. L’insediamento di migranti nelle città europee, sia in modo temporaneo che permanente, cambierà il volto delle nostre città.

C’è una urgente necessità di risposte multisettoriali per affrontare le esigenze future per le popolazioni urbane in continua evoluzione e per le conseguenti opportunità per il settore immobiliare. Nella primavera del 2016, ULI Europe ha iniziato a lavorare su un progetto di ricerca per esplorare le implicazioni della migrazione di massa per le città in Europa.

Obiettivo della ricerca era quello di capire come le città possano meglio accogliere i migranti e come l’industria immobiliare possa rispondere in modo efficace.

Sono numerosi i progetti europei selezionati come buone pratiche. Ad esempio Startblok è un progetto abitativo nato ad Amsterdam per offrire un “buon inizio” ai giovani rifugiati che hanno recentemente ottenuto il permesso di soggiorno, così come ai giovani olandesi che si apprestano a cominciare la loro vita autonoma: oltre 500 alloggi composti da 463 monolocali e 102 camere in appartamenti multi-persona, basati su un sistema di autogestione e di spazi dove i ragazzi interagiscono fra loro, organizzano attività insieme rafforzando il benessere e la coesione sociale.

Superkilen Park è nato invece a Copenaghen, un quartiere organizzato in tre zone e colori – verde, nero e rosso –  integrato con spazi di verde che gli inquilini, rifugiati e danesi, possono arredare con oggetti caratteristici della loro cultura. Sono solo alcuni dei “buoni esempi” illustrati nel Mass Migration Report di ULI-Urban Land Institute, presentato a Roma presso la sede della Comunità di Sant’Egidio: un progetto di ricerca che esplora l’impatto del flusso di migranti sulle città europee, focalizzandosi su come le città possano accoglierli alle migliori condizioni e su come l’industria immobiliare possa efficacemente dare delle risposte.

popolaz. imm Europa

“I flussi migratori creano un senso di urgenza a sfide che in realtà sono già presenti nella città e che riguardano tutti, come la questione dell’accesso alla casa, l’ineguaglianza e la sostenibilità” ha spiegato Lisette van Dorn, chief esecutive di ULI Europe. Il riuso di vecchie proprietà, l’utilizzo degli immobili commerciali vuoti e più flessibilità nel cambio di destinazione d’uso sono alcune delle soluzioni individuate da ULI, che però denuncia la generale mancanza di un approccio multidisciplinare: “Le istituzioni e il settore immobiliare dovrebbero lavorare più vicino per trovare delle risposte” continua van Dorne. Un’azione che, secondo ULI a lungo andare premia, in termini di integrazione, coesione sociale e benessere per tutti.

proporzioni

Nonostante la percezione negativa dell’immigrazione da parte della popolazione europea, è infatti agli immigrati che si deve la crescita demografica in Europa(del 3-4% a fronte di un calo della popolazione dell’8%): “Nel lungo periodo, lo dicono i dati, questo porterà a una crescita del Pil, e quindi a un maggiore benessere per tutti” spiega Silvia Rovere di Morgan Stanley SGR e Assoimmobiliare. Una sfida che anche l’Italia dev’essere pronta ad accogliere, e il sistema dello Sprar da solo non basta. “L’Italia ha un enorme patrimonio immobiliare inutilizzato, ma per far incontrare la domanda e l’offerta occorrono fantasia e un grande coraggio, coinvolgendo il pubblico e il privato – spiega Marcello Balbo, docente di Urbanistica all’Università IUAV di Venezia – La rigenerazione urbana non può infatti avvenire senza meccanismi di innovazione sociale”.

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