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“L’ultima spiaggia”

Arrivano le vacanze e l’attenzione cade sempre sulle condizioni delle nostre coste. I primi dati contenuti nel dossier del Wwf L’ultima spiaggia – Lo screening dei mari e delle coste della Penisola  documentano la crescita dei fattori di pressione sui litorali: sono state installate 122 piattaforme offshore attive per l’estrazione degli idrocarburi e 36 richieste di nuovi impianti; siamo il terzo paese in Europa (dopo Olanda e Regno Unito) per movimento di container; il 45% dei turisti italiani e  il 24%  di quelli stranieri scelgono le nostre località costiere; gli impianti di acquacoltura in 10 anni sono aumentati del 70%.

In poco meno di 50 anni la densità di urbanizzazione nel primo chilometro di territorio che si affaccia sulla costa è passata dal 10 al 21%, con punte del 25% in Sardegna e del 33% in Sicilia. Una pressione che per il 95% è stata prodotta dall’espansione edilizia (per il 58,7% strutture turistiche, per il 19% case): tra il 2000 e il 2010 sono stati costruiti sui versanti tirrenico e adriatico 13.500 edifici, 40 per chilometro quadrato; più del doppio sulla costa jonica. Grazie al sistema dei parchi e delle riserve naturali i danni sono stati meno ingenti.

Il consumo si è verificato a causa di una cattiva urbanizzazione conseguenza di una cultura imprenditoriale scarsamente orientata alla valorizzazione del territorio. Così oggi ci ritroviamo lunghi tratti costieri fortemente modificati a cui è difficile porvi rimedio.

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