case del quartiere di torino

L’esperienza della case del quartiere di Torino

Le case del quartiere di Torino: nuove pratiche urbane per un welfare tailor-made

A Torino l’esperienza delle Case del Quartiere, che prende avvio agli inizi del duemila e che si consolida progressivamente nel corso degli ultimi anni con la creazione di una rete fra le diverse Case, rappresenta una possibile risposta alla crisi dei sistemi di welfare tradizionale, attraverso un approccio locale, orizzontale e tailor-made. Le Case del Quartiere nascono infatti infatti in ex spazi dismessi, in gran parte di proprietà comunale, riqualificati per usi sociali grazie all’impegno congiunto di attori pubblici, privati, del terzo settore e cittadini (Chiodi, 2014). Un impegno economico congiunto – ma anche di risorse umane e sociali – che vede nella cooperazione orizzontale tra i diversi soggetti il suo principale punto di forza.

Ormai presenti in gran parte delle circoscrizioni cittadine, le Case del Quartiere offrono spazi, supporto, assistenza a singoli cittadini, associazioni locali e gruppi informali di cittadini che desiderano portare avanti delle iniziative rivolte al contesto sociale e territoriale in cui queste realtà si collocano. Luoghi in cui persone e gruppi sociali, anche molto eterogenei tra loro, si incontrano e in cui viene promosso un welfare di comunità, fortemente area-based.

Il legame tra il territorio e le Case di Quartiere è inteso infatti come qualcosa che trascende i puri aspetti fisici della spazialità: è attivatore di nuove capacità, valori, contenuti, per rispondere a dei bisogni sempre più articolati e complessi. Ogni Casa si struttura dunque sulla base delle esigenze dello specifico milieu e ne intercetta la pluralità e la complessità.

È indubbio che le Case del Quartiere abbiano costituito in questi anni un valido supporto alla rigenerazione urbana di alcuni dei quartieri più problematici di Torino, per la capacità di offrire servizi e un supporto al territorio e ai suoi abitanti fatto “su misura”.

 

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