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Gestione delle politiche culturali: da Matera 2019 un laboratorio di buone pratiche

Un lavoro che guarda lontano, sia temporalmente che geograficamente

Nel 2014 Alessandro Bollo e Joseph Grima insieme alla futura direzione artistica del comitato, tra cui anche Christopher Torch e Agostino Riitano, hanno iniziato a lavorare al dossier di candidatura sono stati subito messi a fuoco i valori di condivisione che hanno ispirato la realizzazione del programma Matera 2019.

Come dichiarato da Agostino Riitano, Project Manager Supervisor Area Cultura Matera 2019: “l’approccio proposto è stato pensato per generare un processo di co-creazione partendo proprio dai bisogni delle singole organizzazioni locali. Questo approccio ha determinato cinque temi di lavoro sostanziali: la dimensione europea, la componente artistica, il management, la produzione di output per il pubblico e la sostenibilità delle produzioni. Soprattutto, abbiamo lavorato avendo ben in mente la necessità di produrre output culturali non scontati e che potessero continuare a generare l’interesse dei cittadini nel lungo periodo, offrendo sostenibilità economica e sociale al progetto stesso”.

Alla base di queste decisioni, che rappresentano anche la grande innovazione apportata da Matera 2019 nell’ambito della progettazione culturale, c’è l’idea di lavorare in un’ottica più macroscopica che sia in grado di sviluppare l’ecosistema creativo locale nel lungo periodo e sappia andare oltre il 2019.

I 27 progettisti coinvolti, che al momento stanno lavorando sulla produzione di 20 progetti circa, hanno affrontato negli ultimi due anni un intenso percorso di capacity-building con tecnici, esperti internazionali e un camp residenziale in cui si è lavorato sulla creazione di una comunità di intenzioni.

Un intervento non solo infrastrutturale, ma che vuole trasformare il modo di essere comunità e di agire per il suo benessere. Un modello che già sembra aver avuto ricadute positive su tutto il territorio lucano con una crescita esponenziale degli arrivi nazionali e internazionali e un Pil che segna un +7,6%, staccandosi di 6 punti percentuali dalla media italiana.

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