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Consumo di suolo: Arzano (NA) prova a invertire la tendenza

La rinascita della città senza più suolo

Il viaggio alla città senza più suolo l’ho fatto in metro, superato il canyon verde del Vallone San Rocco il treno procede in superficie, sulla distesa di case; l’ultima fermata di Piscinola-Scampia non è una stazione, ma una muraglia alta, che separa la periferia di Napoli da qualcosa di diverso ancora, la periferia della periferia.

Trovo ad aspettarmi Alessandro Visalli, ho sempre pensato fosse tra le menti più attrezzate della nostra generazione, un gentleman che non alza mai la voce. Sono venuto per capire cosa lo ha convinto ad accettare una missione impossibile, quella di fare l’assessore all’urbanistica del comune di Arzano. Secondo l’ultimo rapporto ISPRA sul consumo di suolo, Arzano è la città d’Italia col più elevato grado di urbanizzazione (83%), seconda solo a Casavatore (90%), e seguita da Melito (81%), tutte e tre sono qua, in un fazzoletto di terra, patologie tanto estreme, da frustrare sul nascere ogni velleità di rimedio, controllo, governo.

“Qui è proprio sull’urbanistica che si sono schiantate le forze politiche e le istituzioni” mi spiega Alessandro, mentre ci dirigiamo in auto verso il Municipio. “Negli ultimi dieci anni il comune è stato sciolto due volte per infiltrazioni camorristiche, la prima volta c’era il centrosinistra, la seconda il centrodestra. Si andava avanti con un vecchio programma di fabbricazione degli anni ’70, in teoria avrebbe dovuto funzionare come norma transitoria di salvaguardia, in attesa di un piano regolatore che in quarant’anni non è arrivato mai. Nel vuoto delle regole, col malaffare istituzionalizzato la città si è moltiplicata per dieci, dopo il terremoto del 1980 non si è capito più niente, il casale agricolo si è saldato col capoluogo e i comuni confinanti, al posto della canapa e dei frutteti ora c’è una distesa abusiva, informe di case e condomini.”

Dopo quarant’anni la città torna a darsi regole certe

E’ su queste macerie che è nata la nuova amministrazione, le elezioni di giugno le ha vinte Fiorella Esposito, una vita nella scuola pubblica e nel sindacato, a sorpresa ma non tanto si è aggiudicata il ballottaggio, con il sostegno di Dema, Rifondazione e di due liste civiche, espressione di un tessuto di associazioni e di volontariato che ad Arzano, nel deserto della politica, rimane prodigiosamente vivo e vitale. Fiorella aveva bisogno di un urbanista bravo, fuori dai giochi, e ha chiamato Alessandro.

La novità riguarda proprio la terra, perché il regolamento edilizio, oltre a bloccarne l’ulteriore consumo, condiziona il rilascio delle autorizzazioni alla produzione di nuovo suolo: chi intende fare mutamenti deve impegnarsi a de-impermeabilizzare le superfici asfaltate, a dare respiro alla terra, consentendo all’acqua e all’aria nuovamente di infiltrarsi, alle piante di crescere, all’ecosistema di ripartire, nella forma di un albero, un filare, una semplice aiuola. L’obiettivo, è di fare in modo che le corti del centro storico possano rinverdire, tornare ad essere gli orti e gli arboreti interclusi di quarant’anni fa. E’ un’idea semplice ma rivoluzionaria, quella di far girare al contrario il contatore del consumo di suolo; in ogni caso la sola possibilità di riequilibrio che rimane, quando la terra l’hai già consumata quasi tutta.

Qui è possibile leggere l’intervista integrale all’Ass. all”Urbanistica e al Sindaco di Arzano, ad opera di Antonio Di Gennaro su Repubblica del 2/1/2018

 

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