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Cilento: sono cominciate le passeggiate “slow”

Con l’associazione Jazzi il primo dei tre “laboratori camminati”

Si parte dalla chiesa di Licusati, frazione di Marina di Camerota. Freddo tagliente e vento di tramontana, Maurizio – che cattura gli angoli più belli del Cilento, con il suo smartphone, promuovendoli nella locanda che gestisce con la moglie Anna – lo aveva previsto.

“Anche il termine stesso, Ci-lento, contiene la nostra filosofia di vita”, scherza – ma non troppo – il naturalista Arnaldo Iudici. Il primo “laboratorio camminato” dell’associazione Jazzi è soprattutto questo: un inno alla riflessione. E l’esercizio della camminata “slow”, proposto dall’antropologo Matteo Meschiari, lascia tutti esterrefatti: “Camminiamo distrattamente: quasi un automatismo. Non si tratta di andare da un punto A a un punto B ma di essere qui-adesso, dove il piede ci ricorda che abbiamo un corpo”.

L’idea, in fondo, è apparentemente semplice. Una camminata in montagna. Più riflessione che sport, però. Ed è così che l’ha pensata Claudia Losi, artista, invitando l’antropologo – che si occupa anche di ecologia culturale e arte preistorica per l’università di Palermo – e il naturalista. Con loro, anche lo scrittore Marco Belpoliti, che osserva e appunta tutto, sul suo taccuino. In marcia trenta persone. Regola numero uno: all’andata si predilige il silenzio. Osservare, catturare con lo sguardo, non dare nulla per scontato. Assaporare con lentezza. Spegnere gli smartphone, ça va sans dire. Arrivati a destinazione, ci si confronta.

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