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ARCHITETTURA PARTECIPATA: 10 GIOVANI ARCHITETTI RIDISEGNANO BORGO SERRUCCE

GLI ARCHITETTI DI CAMPOSAZ REINVENTANO GLI SPAZI DIMENTICATI

Nel bel mezzo dell’Appennino Tosco-Emiliano, appoggiato dolcemente sul costone della Valle del fiume Setta, con una orgogliosa vista sui Monti Cimone, Corno delle Scale e Vigese, sorge l’ameno Borgo Serrucce di Ripoli, nel Comune di San Benedetto Val di Sambro.

Quest’iniziativa di architettura partecipata, per il contesto in cui si è svolta, assume un po’ le tonalità della fiaba: non ci sono personaggi fantastici, ma ci sono la creatività degli architetti, l’ospitalità degli abitanti di un piccolo borgo e tanta voglia di ripartire da capo, senza però dimenticare il passato.

Questa curiosa iniziativa di architettura partecipata è nata in seguito ai laboratori di “Bassa Velocità” in Val di Setta, un progetto nato per l’appunto dalla volontà di riscoprire con lentezza le ricchezze del territorio di questa valle appenninica. A coinvolgere gli abitanti della valle al rilancio del territorio attraverso questi laboratori è stata la società Ciclostile, la quale, per mostrare le più varie possibilità di riqualificazione, aveva invitato tempo addietro l’associazione trentina Camposaz, un’associazione che da alcuni anni promuove dei workshop internazionali su più giorni per sviluppare dei progetti sensibili al paesaggio e stesso tempo pratici e sostenibili.

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